Nei giorni scorsi la Corte dei Conti ha richiamato il Comune di Reggio Emilia circa le irregolarità presenti nel bilancio previsionale 2006 dovute a prese di posizione politiche, strumentali e pretestuose nei confronti della Finanziaria del tanto odiato Berlusconi.
Una Finanziaria che ha "soltanto" lasciato in eredità forti aumenti in entrata e conti in perfetto ordine. Oggi, al posto del detestato Berlusconi, abbiamo il buongustaio Prodi, quindi, contrordine compagni!
Nessun sindaco deve protestare per questa Finanziaria che fa apparire i tagli del governo Berlusconi solo delle "brustoline".
La prova di tutto ciò si è verificato in Provincia dove la maggioranza ha utilizzato ingenti fondi destinati a spese per investimenti, dirottandoli in spesa corrente al fine di creare un fondo a sostegno delle politiche sociali dei Comuni, alleviandoli parzialmente dalle difficoltà finanziarie derivanti dagli enormi tagli di questa Finanziaria, consentendo così, in alcuni casi, a Sindaci amici di non applicare l'addizionale Irpef comunale, come se i fondi della Provincia li tirassero fuori i signori dell'Ulivo e non i soliti cittadini.
Qual è stato il risultato? I sindaci amici in difficoltà riescono a chiudere i bilanci senza applicare l'addizionale Irpef dei Comuni, evitando così di dare ragione alle tesi del centrodestra? Tanto il Presidente Errani, dal canto suo, l'aumento fiscale l'ha già fatto.
Inoltre, sono riusciti grazie ad un'operazione prettamente finanziaria ed allungando i termini temporali dei vecchi mutui (lo continueranno a pagare i nostri figli), ad utilizzare i soldi risparmiati per le loro clientele e propagande politiche.
Il risparmio ottenuto dalla rinegoziazione dei mutui, approvato il 16 giugno 2005, fino al 2034 avrebbe prodotto un risparmio complessivo di 5.444.000 euro. In quella sede la Giunta e l'assessore preposto, ottenendo un voto di astensione dall'opposizione, si impegnarono a reimpiegare questa somma, nelle spese per l'investimento, evitando di accendere nuovi ed ulteriori mutui e, di conseguenza, producendo un effettivo beneficio. Beneficio che, alla luce dei nuovi fatti, non viene solo azzerato, ma anche aggravato dal danno di spendere soldi che dovrebbero essere accantonati per pagare le rate del mutuo.
Alla luce di quanto sopra, possiamo affermare che per la sinistra valgono regole degne dei paesi sottosviluppati. Vale a dire, le cose sono giuste in base a chi sta al governo, il denaro pubblico è una risorsa infinita e magica ma, soprattutto, l'approccio filosofico alla politica amministrativa è delimitata dai due pesi e dalle due misure.
L'unico peccato è che questi amministratori di sinistra, non trattando soldi loro, sono degni della migliore finanza creativa. Come diceva una monarca francese: "Il popolo è senza pane, allora dategli le brioches".
Claudio Guidetti - Consigliere provinciale Forza Italia Reggio Emilia